martedì 21 maggio 2013

Ingegneria del sonno #1


Non posso continuare a infestare il suo blog per dire quello che penso. E lei ha promesso di venire a difendermi, a dire che sì forse sono un poco presuntuosa ma tutto sommato simpatica. Quindi adesso ne parlo, del sonno. O meglio ne inizio a parlare, che il tema è lungo e il tempo poco.

Io faccio parte di quelle mamme che quando il tema è il sonno dei bebè è meglio stiano zitte. E pure un po' in disparte. Quelle di cui si legge spesso "Mentono!", mentre io vorrei scatenare squadre di hacker distruttivi contro tutti i blog in cui leggo questa idea.
I miei due figli, semplicemente, dormono. E, vorrei dire, hanno sempre dormito. Ma non è proprio così.

mercoledì 15 maggio 2013

Good morning Sir

Conosco pochi luoghi in Italia in cui cose così belle si possano lasciare liberamente all'uso dei bambini (o, meglio, degli adulti che li accompagnano) con la fiducia di ritrovarle. E di ritrovarle in buono stato. Oltre a penne e libri, una romantica casa museo della mia zona offre mini costumi vittoriani per i piccoli ospiti, che possono aggirarsi tra le stanze e il caffè vivendo davvero la magia di quella vecchia casa.
Ci sono vari abiti per i maschietti, ma ovviamente sono quelli da ballo per le bimbe ad occupare la maggior parte degli appendini. Con gemme e pizzi che farebbero girare la testa a Platinette.
Della mia scarsa inclinazione per i merletti ho già parlato qui e qui, e forse qualcuno penserà che sono stata io a guidarla nella scelta, quando invece quegli abiti, diciamocelo, me li sarei messi volentieri anch'io se mi avessero lasciato scegliere quando nascere.
Lei invece, l'ha pensata diversamente. E ancora una volta mi ha colpita dritta al cuore, con quella sua aria scanzonata che spero tanto si porterà nella vita.


Londra, 12 Maggio 2013


domenica 12 maggio 2013

Balzi di crescita AKA Ma perchè non ti avvisano prima!?!

E proprio quando gongolavo soddisfatta di avere un bambino prevedibile e ragionevole, quando mi dicevo che ormai le cose avevano ingranato e tutto sommato non andava tanto male...zaaac! Il pupo è impazzito.
Fino al giorno prima mangiava le sue 7 volte al giorno ad orari che lui aveva stabilito e sembravano piacergli dato che non li cambiava mai. Dormiva un sonno ragionevole, nella sua culla, chiamando per mangiare e riaddormentandosi subito dopo. Così io, se proprio volevo, potevo dannarmi e crucciarmi per le cose mie, quei piccoli dettagli tipo l'assoluta mancanza di prospettive lavorative, ma spendevo solo energie buone per stare dietro a lui. Che anzi se la rideva di gusto mostrando una promettente inclinazione al buon umore.
Poi, dal nulla, la follia.

giovedì 2 maggio 2013

Gestirne 2 e vivere felici (o almeno provarci) #1

30 Marzo 2013

Occuparsi di allargare la famiglia prendendo le misure perchè stiano tutti comodi non è banale. Abbandonarsi alla scuffiata emotiva ed ormonale del primo figlio te lo puoi proprio scordare: ci vuole presenza, fisica e mentale, costante. Dal primo giorno. Una diplomazia cavouriana e la concentrazione di un ninja.
Un fratellino sarà anche uno dei bagagli migliori per affrontare la vita, ma all'inizio, va detto, è una grande scocciatura.

martedì 23 aprile 2013

Le mamme intorno

5 anni fa: il mio primo vero incontro-scontro con altre mamme. Quelle che non ti scegli, ma con cui necessariamente condividi pezzi di vita significativi: due notti in ospedale, la strada per l'asilo, l'attesa durante l'ora di ginnastica. Quelle che in alcuni casi fortunati diventano buone compagne di strada, magari anche di strade molto lunghe, ma che più spesso sono uno specchio (di gomma!) contro cui rimbalzano le nostre difficoltà e debolezze o su cui risplendono i nostri piccoli successi. Perché il confronto, anche per la meno competitiva del mondo, è cosa umana e del tutto inevitabile. Non fosse altro perché potenzialmente istruttivo.
Ricordo bene le prime 3 mamme con cui ho condiviso il mio primo tempo da mamma: ovviamente le mie compagne di stanza in ospedale. Oggi, che ho partorito il secondo figlio in Uk, benedico questo popolo un po' sbrigativo ma tanto efficiente, che se tutto è andato bene ti rispedisce a casa dopo 8 ore.
(Salvo poi mandarti un'ostetrica a domicilio ogni 5 giorni per almeno 3 volte. E continuare a monitorare te, il tuo bambino e pure il tuo umore con controlli periodici. Ma questo è un altro tema.)
Quelle prime 3 mamme incarnavano 3 categorie che ho poi scoperto essere tra le più diffuse che avrei trovato sulla mia strada.

venerdì 19 aprile 2013

What mothers do (Especially when it looks like nothing)

Non è un manuale, non insegna nulla di quella che è la gestione del pupo. Ma tocca corde che, soprattutto una mamma alle prime armi, sente vibrare spesso senza saperle nominare.Naomi Stadlen classifica con lucidità quel grumo di emozioni del (soprattutto primo) neonato che sì è felicità, ma conosce anche il buio e l'eco minacciosa. Quel senso di vertigine che certo è amore, bellezza, trasporto e cuoricini bla bla ma che per molte donne è anche senso di inadeguatezza, paura di non farcela e vertigine del vuoto. Conditi da una dose di stanchezza degna delle più truci torture di Guantanamo. L'autrice non solo sistematizza con cura tutte queste ambivalenze ma, vivadio, le sdogana come perfettamente normali, anzi sane, per qualsiasi donna alle prese con il grande cambiamento che è un figlio. Soprattutto il primo figlio, aggiungo io, che ora alle prese col secondo scopro la grande differenza.

giovedì 18 aprile 2013

Ceci n'est pas un Mummy-Blog

Google image

Mi è costato un certo sforzo concedere spazio nel mio ultimo post a quella cosa che assomiglia tanto alla felicità, dato che scrivere per lagnarmi, alla fine, mi diverte molto di più. 
Nei giorni seguenti poi, pensando ai temi che mi riguardavano più da vicino ma non volendo parlare di parto, allattamento, ingegneria del sonno e compagnia bella, ho finito col non parlare affatto. Non era il tempo a mancare, quanto l'ispirazione o forse più la voglia di ammorbarmi e ammorbare il prossimo con temi da mamma. Come se la mia vita di questi tempi potesse comprenderne altri!?
E invece proprio qui casca l'asino e viene il bello. Perchè certo molto spazio per altre cose non ne resta, in questi primi mesi: ed è bene ricordarsi che può essere questo il loro bello.
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